Difenditi dal
Mobbing
Il termine Mobbing in questione
deriva dal verbo anglosassone to mob che significa aggredire circondare
per assalire, usato nella etologia per le situazioni di minaccia e
di aggressione del branco di animali nei confronti di un membro del
gruppo, al fine di ottenere l'allontanamento.
Informazione e formazione per una consapevolezza dei diritti del valore
della propria persona.
Il problema mobbing,
Per risolvere questo problema ,non si può operare un intervento
isolato o vincolato ad un ambiente specifico, ma che sia necessario
diffondere informazioni e contribuire a creare un clima favorevole
per l'acquisizione di competenze relazionali sia nella scuola che
nelle aziende di tutto il territorio nazionale. Per raggiungere tale
obiettivo è necessario un disegno di legge che tuteli, strutturi
e legittimi questo tipo di cambiamento culturale.
Il mobbing a scuola è forma di “vessazione di branco”
che spesso si confonde con il bullismo ovvero con una sorta di bullismo
di gruppo organizzato ai danni di un compagno di classe.
Nel mobbing vi è un dolo diverso che nel bullismo, nel primo
vi è una finalità diretta a danneggiare il soggetto
passivo, mentre nel bullismo vi è una finalità ad auto-elogiarsi
e ridere, accettando il rischio di cagionare un danno alla vittima.
La violenza può essere anche di tipo materiale sulla vittima
comprendendo danni fisici, aggressioni e vandalismo.
Paradossalmente proprio nelle scuole, luogo di formazione per antonomasia
che si stanno sempre più verificando fenomeni di mobbing, benché
più denunciato sui media che studiato e analizzato,
una forma particolare di mobbing “dal alto”, ossia praticato
da un insegnante a danno di uno o più allievi, attraverso;
espressioni sistematicamente denigratorie e/o provvedimenti disciplinari
persecutori, valutazioni o giudizi ingiustificatamente negativi. Spesso
uno studente lamenta che un professore lo abbia preso di mira rendendoli
la vita impossibile con continui richiami e voti non giusti. Ma se
a volte questa è solo un'impressione sbagliata o esasperata
dello studente, altre volte, al contrario ci troviamo difronte a vere
vicende di accanimento nei confronti dei alunni.
Fenomeno in aumento, il mobbing di studenti più o meno organizzati
nei confronti di insegnanti ritenuti deboli e non in grado di mantenere
la disciplina in classe, o insegnanti con handicap fisiche. Mobbing
che tende a voler nascondere le proprie mancate responsabilità
nei confronti dello studio, della disciplina e del rispetto.
Il mobbing aziendale è una forma di terrore psicologico che
viene esercitato sul posto di lavoro attraverso attacchi ripetuti
da parte di colleghi, dei datori di lavoro, o superiori. E' un comportamento
persistente, violento, intimidatorio, malevole o insultante che si
riassume in un abuso di potere, comunque lesivo dei valori di dignità
personale e professionale, che arrecano offesa alla dignità
o all'integrità fisica e psichica di una persona.
Le funzioni del mobbing si possono distinguere in tre gruppi di forme
di comportamento.
la comunicazione, si rimprovera, si critica continuamente il lavoro
o la vita privata, si mormora in sua presenza, si fa terrorismo telefonico,
non si rivolge più la parola, si rifiuta il contato, si fa
come non ci fosse.
Comportamenti che puntano sulla reputazione della persona, utilizzando
strategie per distruggerla con pettegolezzi, offese, derisioni pubbliche
delle sue opinioni, idee, abitudini o stile di vita, umiliazioni.
Infine le azioni del terzo gruppo che tendono a manipolare la prestazione
della persona, per punirla vengono affidati compiti irrealizzabili
nel tempo stabilito dal superiore o simulati errori
professionali.
I lati positivi della vittima, le sue qualifiche professionali vengono
ignorati minimizzati.
L'esercito esasperato ed eccessivo di forme di controlli o ripetuti
trasferimenti ingiustificati.
Produrre effetti negativi sulla salute fisica della vittima assegnando
incarichi pericolosi o attraverso minacce di lesioni fisiche, molestie
sessuali.
La logica è più o meno questa: non posso annientarti
fisicamente, perché altrimenti finirei in galera, quindi mi
industrio per creare un circolo vizioso di violenza morale.
Prima
fase del mobbing
Pettegolezzi - Attacchi - Meschinità - Scherzi feroci
La vittima inizia ad avvertire un certo malessere, che tuttavia cerca
ancora di gestire con il ricorso alla razionalità ed alla pazienza.
Di regola dopo sei mesi appaiono disturbi psicosomatici (sono le prime
a manifestarsi)
insonnia, nausea, perdita della concentrazione, difficoltà di
memoria, irrequietezza.
Se il conflitto, che a questo livello e molto difficile da rilevare,
non viene risolto, può dar luogo all'inizio del processo mobbing.
Seconda fase
Dal mobbing al terrore psicologico
Il protrarsi delle suddette aggressioni per un periodo che va dai quindici
ai diciotto mesi determina
nella maggior parte dei casi uno stato cronico di ansietà.
Il mobbizato può presentare una lunga serie di disturbi, somatizzazione
e vere proprie malattie che possono protrarsi per un lungo periodo o
divenire croniche e irreversibili raggiungendo anche quadri di severa
gravità.
I sintomi fisici sono disturbi cardiaci, tachicardia, disturbi intestinali,
mal di schiena ,disturbi della sfera sessuale, disturbi tiroidei, senso
di oppressione, annebbiamento temporaneo della vista. Anche la sfera
comportamentale può presentare alterazioni, come disturbi alimentari
(anoressia e bulimia), aggressività contro se stessi o altri.
Dai due ai quattro anni dal' inizio delle vessazioni appaiano gravi
disturbi psichici, attacchi di panico disistima, depressioni, alterazioni
della personalità, (fino al suicidio)
Terza
fase
E' la fase in cui il mobbing diventa pubblico viene favorito da errori
di valutazione da parte del ufficio personale, son di solito dovuti
alla mancanza di conoscenza del fenomeno Mobbing e delle sue caratteristiche
dando vita a un vero e proprio fenomeno di stigmatizzazione. Ovviamente
un tale intervento interno non fa che peggiorare l'immagine del mobbizato
sul posto di lavoro. Il mobbizato a questo punto entra in una situazione
di vera disperazione.
Quarta fase
Il lavoratore mobbizzato si dimette e/o si fa licenziare, prepensionamento,
o ricovero clinica psichiatrica, quando non ricorre al suicidio, o uccisione
del mobber come nei casi più estremi. Arrivato a questo stadio,
il fenomeno è difficilmente arginabile.
La
spirale della vittima nella prima fase del processo
di mobbing abbiamo visto come sia presente solo una normale situazione
conflittuale. La frequenza delle azioni negative non è ancora
in atto, siamo agli albori del mobbing. Inizialmente la persona si trova
oggetto di episodi apparentemente insignificanti e prende alla leggera
frecciate e scherzi di cattivo gusto. Nella seconda fase la vittima
è ormai oggetto di una vera e propria persecuzione; il mobbing
è in atto e si trova inerme, senza più forze; l'asimmetria,
la disparità delle risorse, del potere è ormai evidente.
Non ha armi per combattere, non ha né un testimone né
alcuna prova tangibile a dimostrare di ciò che sta vivendo. Il
prossimo passo è la depersonalizzazione, (si perde una parte
di se).
Le
cause scatenanti alla persecuzione o il terrorismo psicologico
sono svariate e possono essere costituite dall'invidia, dall'esigenza
di nascondere i propri complessi di inferiorità, dal solo gusto
di far male ad un altra persona ”dal clientelismo latente”
della diversità culturale, della provenienza geografica dalla
smania di far carriera a tutti costi, paura di perdere il lavoro o la
posizione, dalla mancanza della cultura della responsabilità.
Dalla disorganizzazione lavorativa con carenza di regole,(carenze nel
comportamento della leadership, basso standard morale nel reparto),
azienda che ha necessità di tagliare il personale.
Il terreno più fertile
viene trovato da personalità sadiche in organizzazioni distratte.
La persona “scelta” diventa il bersaglio delle frustrazioni,
esso è il parafulmine dei nervosismi e degli sfoghi aziendali.
Le
dimensioni del Mobbing.
Le ricerche hanno dimostrato che le cause del terrore psicologico sul
posto di lavoro vanno ben oltre i fattori caratteriali si fa Mobbing
su una persona perché ci si sente surclassati ingiustamente e
per gelosia, ma anche per costringerla a licenziarsi senza che si crei
un caso sindacale. Esistono vere e proprie strategie aziendali messe
in atto a questo scopo, questo è molto preoccupante. E' importante
sottolineare che il fenomeno non colpisce solo i più deboli come
gli anziani, disabili, i diversi ma sopratutto le persone più
oneste e più attive. E' una patologia sociale che si origina
da un strisciante processo distruttivo della persona che nasce da comunicazioni
e anche comportamenti ostili che possono essere palesi e/o occulti.
Il mobbing ha conseguenze
di portata enorme, gli studi condotti al estero hanno dimostrato che
il mobbing può portare fino all'invalidità psicologica.
Degli esperti tedeschi sostengono che le ferite fisiche e psicologiche
gravi, determinate dal mobbing guariscono entro due anni. Inoltre affermano
che solo dopo i prossimi cinque anni si riesce a ripristinare uno stato
psicologico normale.
Per quanto riguarda i rapporti interpersonali, il mobbizato perde interesse
verso gli altri e soffre di un abbassamento del livello di autostima
sociale. La percezione della perdita del ruolo sociale può comportare
insicurezza e difficoltà relazionali. Non sono rare le conseguenti
difficoltà nell'ambito familiare, è in questi casi che
si parla di doppio mobbing. Il Mobbing non è un normale conflitto,
un periodo di crisi che si concluderà presto.
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Il
Mobbing è un lento stillicidio di persecuzioni,
attacchi e umiliazioni che perdura inesorabilmente nel tempo, è
proprio nella lunga durata ha la sua forza devastante. La vittima
soffre e trasmette la propria sofferenza al coniuge, ai figli o ai
genitori per molto tempo, il più delle volte anni. Il logorio
attacca la famiglia, che resisterà e compenserà le perdite,
almeno per un certo tempo, ma quando le risorse saranno esaurite,
entrerà anch'essa in crisi. La vittima infatti è diventata
una minaccia per l'integrità e la salute del nucleo familiare,
che ora pensa a proteggersi prima ed a contrattaccare poi.
Si tratta naturalmente di un processo inconscio: nessun componente
sarà mai consapevole di aver cessato di aiutare il proprio
caro.
Il mobbizato perde la valvola di sfogo rappresentata dalla famiglia
e quindi è praticamente accerchiato. Sono questi infatti i
momenti di maggiore pericolosità per la vittima, quando cioè
si sente veramente abbandonato da tutti, che può portare a
separazioni coniugali e la difficoltà per lo sviluppo dei bambini.
E' stato dimostrato che una parte assalita dalla disperazione possono
giungere al suicidio.
In Germania,
le ricerche scientifiche sul fenomeno e la legislazione in materia
sono particolarmente avanzate.
I sindacati tedeschi hanno promosso campagne di sensibilizzazione
e strategie di intervento sui casi di mobbing, i cui danni rientrano
nella casistica delle malattie professionali e fra le cause per ottenere
il risarcimento del danno biologico. In Svezia il mobbing è
addirittura elencato come reato nel codice penale.
Per quel che attiene al nostro paese, talune statistiche riferiscono
di una percentuale modesta, pari al 4,2% del totale dei lavoratori
dipendenti in Italia, circa 750.000 vittime.
In realtà, il dato che emerge appare assai lontano dal vero,
inguanto ancora oggi le violenze morali in ambito lavorativo, risultano
particolarmente difficile da quantificare: sia perché lo studio
del fenomeno giunge con notevole ritardo, rispetto alle altre nazioni,
sia perché le stesse vittime rifiutano di considerarsi tali,
per timore di ulteriori ritorsioni, o per altri motivi.
Una recente ricerca effettuata dall'istituto superiore per la prevenzione
e la sicurezza del lavoro, avrebbe accertato l'esistenza di ca. 1.500.000
lavoratori, vittime del mobbing nel giugno 2000.
Se si tiene conto, tuttavia, del fatto che al lavoratore interessato,
anche i familiari sono pienamente coinvolti dalle ritorsioni - sia
di ordine pratico che psicologico - causate dal fenomeno, non è
difficile prevenire ad un numero globale di circa 4.000.000 di soggetti
perseguitati in via diretta o indirettamente.
I costi del Mobbing si riversano sulla società se consideriamo
ad esempio, costi in cui si decide di dare un prepensionamentConseguenze
aziendali, le aziende che lasciano fare sono spesso aziende disorganizzate
orientate si ai risultati quantitativi ma incapaci di riconoscere
il fattore umano, relazionale. Le conseguenze e economiche della molesta
per un azienda sono:
- deterioramento dell'atmosfera lavorativa.
Il mobber stesso provoca gravi danni, compiendo spesso sabotaggi che
danneggiano l'azienda prima ancora della vittima a compiere errori,
anche questi costosi per la ditta infine dedicando una parte del suo
tempo lavorativo alla progettazione ed esecuzione delle azioni mobbizzanti.
- diminuzione significativa dell'efficienza o del rendimento del gruppo
o team di lavoro.
La gestione del conflitto diviene la principale preoccupazione degli
aggressori e degli aggrediti e talvolta anche dei testimoni, che non
sono più concentrati sui loro incarichi.
Le perdite per l'azienda possono assumere allora proporzioni considerevoli,
da un lato per la diminuzione della qualità del lavoro e dall'altro
per il incremento dei costi dovuti all'assenteismo.
Dunque, che un clima aziendale orientato o tollerante nei confronti
della violenza genera spesso costi e perdite aggiuntive derivanti
dalla demotivazione, dalla frustrazione, dello spegnimento di ogni
energia psichica positiva nei dipendenti.
Il
mobber (persecutore) classico non lascia in pace la
sua vittima perché ritiene di riportare vantaggi dalla sua distruzione
è la usa come valvola di sfogo dei suoi umori. Può agire
da solo o cercarsi alleati. Può addirittura essere assolutamente
consapevole della sua situazione, mobbizare di sproposito per il gusto
di farlo e pianificare per divertimento nuove strategie. Molto spesso
l'attacco del mobber facilitato dalla quotidianità, non è
diretto non si esprime in frasi violente o in battute feroci, ma si
nasconde dietro comportamenti apparentamene gentili, solitamente attacca
in assenza di testimoni perché sa che ciò che fa non è
lecito.
- C'è anche chi si trova quasi per caso nella situazione di mobber:
è risultato vincitore di un normale conflitto e del tutto inconsciamente
continua la lotta con lo scopo di distruggere completamente la vittima.
Paradossalmente queste persone non si rendono conto di quello che stanno
facendo sulle loro vittime e sono le prime a mostrarsi incredule di
fronte a sviluppi, della situazione.
- In fine ci sono le persone caratterialmente difficili, i collerici,
gli autoritari, i megalomani, i narcisisti perversi, ed i criticoni
e tutta una gamma di frustrati al di fuori del lavoro. Questi soggetti
non si qualificherebbero in nessun caso persone violente o ostili.
Spesso un individuo che si crede speciale ed è assorbito da fantasie
di potere. Di norma è incapace di riconoscere i sentimenti e
la necessità degli altri. Spesso presenta una scarsa gratificazione
nella vita personale e, di conseguenza, tenta di scaricare le proprie
frustrazioni nel contesto lavorativo.
Queste persone privilegiano relazioni improntate alla sovrastima dei
legami gerarchici.
Adottano comportamenti di “comando” nei confronti di individui
ritenuti gerarchicamente “inferiori”
danno più valore in caso di conflitto delle gerarchie che all'oggettività
dei contenuti è sono più portati alla carriera che ai
contenuti del lavoro.Le vittime, contrariamente a quanto si potrebbe
sospettare, chi subisce mobbing non è necessariamente un individuo
incapace, svogliato e mediocre; anzi, molto spesso è proprio
colui che, avendo una marcia in più rispetto agli altri, detesta
invidie, abusi di potere e atti para-mafiose.
Generalmente, chiunque può diventare oggetto di mobbing, ma in
particolare le persone irresistibili per il persecutore sono:
-persone con tendenza ad interiorizzare la rabbia piuttosto che ad esprimerla.
-con elevato coinvolgimento dell'attività lavorativa svolta.
-con capacità innovative, creative.
-diversi (per religione, etnia, stili di vita)
-la persona nuova (forse più qualificata)
-successo, tenacia, determinazione, coraggio,
-gli onesti, leali,
-gli anziani
-gli esuberi
-gli stranieri
Gli spettatori sono colleghi, superiori addetti a gestione del proprio
personale, che non sono coinvolti direttamente nel Mobbing ma lo percepiscono
lo vivono di riflesso. La funzione che lo spettatore ricopre all'interno
del posto di lavoro ha un' importanza cruciale per lo sviluppo del Mobbing.
Come il ruolo del mobber dipende crucialmente della sua posizione gerarchica
(cioè da quanto potere esecutivo può convogliare nella
sua azione mobbizzante), così anche quello dello spettatore diventa
fondamentale nella sua capacità di influenzare sul Mobbing.
che si divide in:
-Side – mobber: aiutano concretamente il mobber col loro sostegno
e la loro alleanza (ruffiani, falsi innocenti, premurosi)
-Indifferenti: favoriscono il perdurare del mobbing non intervengono
contro le azioni del mobber (rinunciatari).
-Oppositori: cercano di aiutare la vittima e di risolvere la situazione
di conflitto creatosi sul posto di lavoro (diplomatici).
Tipi di Mobbing
mobbing orizzontale ovvero le azioni discriminatorie attive dai colleghi
nei confronti della vittima
mobbing di tipo discendente ovvero quello perpetrato nei confronti della
vittima da superiore.
mobbing misto o combinato ovvero ciò che avviene quando il mobbing
orizzontale alimenta quello di tipo discendente cioè quando i
colleghi, fornendo informazioni al superiore sulla vittima, la danneggiano
su più fronti.
mobbing ascendente ovvero quell'azione che permette all'azienda attraverso
la complicità di dipendenti, attraverso azioni vessatorie, di
escludere ed emarginare un superiore di cui non riconoscono o non accettano
l'autorità.
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